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Autore

Bruno De Benis

BRUNO DE BENIS, fiero e vivace signore di quasi novant’anni, iniziò a scrivere fin da ragazzino. Ricorda che, quand’era in prima media, veniva regolarmente bocciato o emendato con voti risicati, perché usava termini ritenuti al di fuori della sua portata, quindi copiati. Viveva a Roma e, incuriosito dai nomi delle vie, cercava notizie su quei personaggi scritti sui muri. Non aveva nemmeno il vocabolario, e le parole le rubava ascoltando i discorsi dei grandi quando parlavano di guerra o di politica perché, nel 1944, quando gli Alleati sbarcarono ad Anzio, aveva dieci anni, e la sua famiglia, avendo lasciato Roma per maggior sicurezza, abitava in un borgo, distante circa 35 km dal fronte, dove erano tutti partigiani, compresi i suoi genitori.
Crescendo riuscì sempre meglio a incasellare le parole, guadagnando ottimi voti, tanti quanti ne buscava in matematica di brutti. Poi, una gentile professoressa gli parlò del suo talento nella scrittura che avrebbe fatto bene a coltivare. E così fu. A circa vent’anni iniziò a scrivere brevi racconti, riflessioni, fatti dello spaccato di vita di quel tempo, e a ironizzare su certi scritti relativi ai politici dell’epoca. Tuttavia non osava avventurarsi in un romanzo; finalmente nel ’72, a Melbourne, vide la luce “Il Complotto”. Ne seguirono tanti altri, compreso questo che hai tra le mani.
La sua vasta produzione letteraria ha avuto poche occasioni di pubblicazione. La curiosità di entrare nel patrimonio della sua immaginazione non può più aspettare. E ci travolgerà.

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