ET IN ARCADIA EGO

In Uscita

Autore: Bruno De Benis

Si narra di un noto pianista, Lorenzo Villalta, alla ricerca della propria identità attraverso le sue reincarnazioni, dei suoi faticosi scavi solitari in un castello vicino Roma, e della stupenda, profonda storia d’amore che avrà con un’archeologa svedese. L’autore racconta il viaggio, nel 1307, di un Cavaliere Templare e del suo carro carico di una parte del tesoro dell’Ordine da portare in salvo che, per sopraggiunte complicazioni, su consiglio del Parfait cataro di Rennes le Chateau, si dirigerà verso l’Italia presso un castello dei Colonna, nei dintorni di Roma.

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Descrizione

Tra passato e presente, tra mondo materiale e immateriale si dipana la storia di questo romanzo complesso che parte dal Medioevo per arrivare ai giorni nostri e il tesoro dei Templari ne occupa la centralità.
Uno dei personaggi chiave è Carlo Gustavo Rol, il celebre sensitivo del Novecento, morto nel 1994, qui ovviamente sotto altro nome.
Si narra di un noto pianista, Lorenzo Villalta, alla ricerca della propria identità attraverso le sue reincarnazioni, dei suoi faticosi scavi solitari in un castello vicino Roma, e della stupenda, profonda storia d’amore che avrà con un’archeologa svedese. L’autore racconta il viaggio, nel 1307, di un Cavaliere Templare e del suo carro carico di una parte del tesoro dell’Ordine da portare in salvo che, per sopraggiunte complicazioni, su consiglio del Parfait cataro di Rennes le Chateau, si dirigerà verso l’Italia presso un castello dei Colonna, nei dintorni di Roma. Quasi settecento anni dopo, il reincarnato di quel Templare, Lorenzo Villalta, in circostanze misteriose, torna a ricercare quel tesoro nascosto, sospinto da un sensitivo di spicco che fa parte di un disegno dalle tinte paranormali. Il protagonista si trova a scavare da solo in quel castello, ormai diroccato e semisepolto, dove ritroverà quella identità per la quale, sostanzialmente, si gioca la sua esistenza.

BRUNO DE BENIS, fiero e vivace signore di novant’anni, iniziò a scrivere fin da ragazzino. Ricorda che, quand’era in prima media, veniva regolarmente bocciato o emendato con voti risicati perché usava termini ritenuti al di fuori della sua portata, quindi probabilmente copiati. Viveva a Roma e, incuriosito dai nomi delle vie, cercava notizie su quei personaggi scritti sui muri. Non aveva nemmeno il vocabolario, e le parole le rubava ascoltando i discorsi dei grandi quando parlavano di guerra o di politica. Nel 1944, quando gli Alleati sbarcarono ad Anzio, aveva dieci anni, e la sua famiglia, avendo lasciato Roma per maggior sicurezza, abitava in un borgo, distante circa 35 km dal fronte, dove erano tutti partigiani, compresi i suoi genitori.
Crescendo riuscì sempre meglio a incasellare le parole, guadagnando ottimi voti, tanti quanti ne buscava in matematica di brutti. Poi, una gentile professoressa gli rivelò del suo talento nella scrittura che sarebbe stato bene coltivare. E così fu. A circa vent’anni iniziò a scrivere brevi racconti, riflessioni, spaccati di vita di quel tempo, e a ironizzare su certi scritti relativi ai politici dell’epoca. Tuttavia non osava avventurarsi in un romanzo; finalmente nel ‘71, a Melbourne, vide la luce “Il Complotto”. Ne seguirono tanti altri, compreso questo che hai tra le mani.
La sua vasta produzione letteraria ha avuto poche occasioni di pubblicazione. La curiosità di entrare nel patrimonio della sua immaginazione non può che travolgerci.

Informazioni aggiuntive

Editore

Drakon edizioni

Numero di pagine

300

Formato

Cartaceo

Autore

ISBN

978-88-947098-9-6

Genere

Romanzo

Disponibilità

In arrivo

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