SOLE OSCURO

In Uscita

Autore: Bruno De Benis

Remo Deconte, ottantenne che decide di non cedere al suo imminente declino, incontra la giovane Martina al parco di Villa Borghese. La ragazza ama e dipinge gli acquerelli. È bellissima, ma la poliomielite avuta da bambina le ha menomato una gamba.
Deconte ha un tormento che lo perseguita da anni: da ragazzo rifiutò la compagnia di Elena, respinse persino l’amicizia di quella ragazzina graziosa ma disabile, claudicante. Seppe poi che la bellissima Elena, ormai donna, sola e senza amore, aveva posto fine alle sue sofferenze con l’estremo gesto del suicidio.

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Descrizione

Remo Deconte, ottantenne che decide di non cedere al suo imminente declino, incontra la giovane Martina al parco di Villa Borghese. La ragazza ama e dipinge gli acquerelli. È bellissima, ma la poliomielite avuta da bambina le ha menomato una gamba.
Deconte ha un tormento che lo perseguita da anni: da ragazzo rifiutò la compagnia di Elena, respinse persino l’amicizia di quella ragazzina graziosa ma disabile, claudicante. Seppe poi che la bellissima Elena, ormai donna, sola e senza amore, aveva posto fine alle sue sofferenze con l’estremo gesto del suicidio.
Martina, per il vecchio Deconte, diventa la gioia delle sue giornate, la sua rinascita spirituale, la possibilità di rimediare in qualche modo alla sua infamia di giovane immaturo, la sua catarsi.
Quella straordinaria e dolce intesa che si stabilisce tra “nonno e nipote” ridarà a Martina la dignità e la completezza che la disabilità le aveva sottratto. Imparerà a credere nella sua forza e nelle sue capacità artistiche, e riuscirà a realizzare anche il progetto per lei più grande e profondo.

BRUNO DE BENIS, fiero e vivace signore di novant’anni, iniziò a scrivere fin da ragazzino. Ricorda che, quand’era in prima media, veniva regolarmente bocciato o emendato con voti risicati perché usava termini ritenuti al di fuori della sua portata, quindi probabilmente copiati. Viveva a Roma e, incuriosito dai nomi delle vie, cercava notizie su quei personaggi scritti sui muri. Non aveva nemmeno il vocabolario, e le parole le rubava ascoltando i discorsi dei grandi quando parlavano di guerra o di politica. Nel 1944, quando gli Alleati sbarcarono ad Anzio, aveva dieci anni, e la sua famiglia, avendo lasciato Roma per maggior sicurezza, abitava in un borgo, distante circa 35 km dal fronte, dove erano tutti partigiani, compresi i suoi genitori.
Crescendo riuscì sempre meglio a incasellare le parole, guadagnando ottimi voti, tanti quanti ne buscava in matematica di brutti. Poi, una gentile professoressa gli rivelò del suo talento nella scrittura che sarebbe stato bene coltivare. E così fu. A circa vent’anni iniziò a scrivere brevi racconti, riflessioni, spaccati di vita di quel tempo, e a ironizzare su certi scritti relativi ai politici dell’epoca. Tuttavia non osava avventurarsi in un romanzo; finalmente nel ‘71, a Melbourne, vide la luce “Il Complotto”. Ne seguirono tanti altri, compreso questo che hai tra le mani.
La sua vasta produzione letteraria ha avuto poche occasioni di pubblicazione. La curiosità di entrare nel patrimonio della sua immaginazione non può che travolgerci.

Informazioni aggiuntive

Editore

Drakon edizioni

Numero di pagine

168

Formato

Cartaceo

Autore

ISBN

978-88-947098-8-9

Genere

Romanzo

Disponibilità

In arrivo

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